
Il mio perché.
Quando ho iniziato a fare volontariato pensavo di essere io a dover donare qualcosa ai bambini: un po’ del mio tempo, un sorriso, qualche momento di leggerezza.
Ben presto, però, ho scoperto che erano loro a donare moltissimo a me.
Basta davvero poco: colorare insieme un disegno, ballare, cantare o preparare la “pappa dei troll”. Nei loro sorrisi spontanei e nella loro capacità di gioire per le cose più semplici c’è qualcosa di speciale. Ogni volta torno a casa con qualcosa in più, con il cuore più leggero e pieno di felicità.
Durante questi anni ci sono stati momenti in cui la vita mi ha portata a prendermi una pausa. Eppure, per un motivo o per un altro, mi sono sempre ritrovata magicamente di nuovo da loro. Arrivava un segnale, un cuore, una frase, una di quelle inspiegabili “corrispondenze di amorosi sensi” che sembravano indicarmi nuovamente la strada.
E quella strada mi riportava sempre lì.
Non sono soltanto i bambini a donare tanto. Anche le loro famiglie, pur affrontando problemi enormi e prove difficilissime, riescono spesso a trasmettere una forza, una serenità e una dignità che lasciano senza parole.
Ho scelto di fare volontariato pensando di poter dare qualcosa. Ho continuato perché ho capito quanto amore, quanta forza e quanta felicità ricevo ogni volta in cambio.
È questo il mio perché.